anche tu dai retta ai miti e bruci il budget del tuo spot?

Ieri stavo leggendo un libro mentre mi spostavo tra  due fermate della metro
a dire la verità stavo divorando un libro di uno dei miei maestri e proprio mentre voltavo pagina sento lo squillo di un cellurare

no non era il mio
era  la persona accanto a me
prende il telefono in mano e comincia a parlare ad alta voce mentre io cerco di ributtarmi sulla lettura ma purtroppo sento una delle frasi più odiose e senza senso mai pronunciate nel marketing

l’importante è che se ne parli.

e mentre lui continuava a parlare cercando di farsi sentire anche su marte io tiro fuori carta e penna e comincio a scriverti

sai “l’importante è che se ne parli.”

è sicuramente una  delle frasi più abusate che siano mai state pronunciate.
la sento da quando ho memoria e devo dire  che anche senza andare a scomodare il parere dei Maestri si può intuire il perchè.

siamo seri per cinque secondi, qui ci siamo solo io e te

secondo te  c’è davvero qualcuno che si beve questa frase ?

cioè mi stai dicendo che se facciamo uno spot in cui  si sputtana il tuo prodotto/servizio/marchio tu sei felice che venga sputtanato per tutto il mondo?

“l’importante è che se ne parli”

ancora ancora può funzionare per diventare un concorrente del Grande Fratello
ma se stiamo parlando di aumentare le tue vendite nel lungo periodo forse è meglio pensare a ad altro.

l’obiettivo è conquistare la testa dei clienti con il tuo marchio
conquistarla per una categoria ben definita e (dove possibile)  oltrepassare la categoria stessa

ma nella mente dei clienti c’è davvero poco posto. per due massimo tre marchi

non sto dicendo che i tuoi clienti sono scemi.
sto dicendo che per ogni categoria esistono due massimo tre brand “ricordabili”. e nel lungo periodo si arriva immancabilmente a due.

un esempio?

un nome di cola?

magari mi dirai anche ma cos è una cola?

e se ti dicessi Coca Cola?

bene lei è la prima? e la seconda?

Pepsi!

e la terza?

la ubunto cola? la friz cola? la virgin cola. ne esistono milioni.
ma contano solo le prime due, le altre prendono le briciole che sono rimasti sul piatto dopo che son passate tutte le formiche del sud africa

se ti dicessi nastro adesivo a cosa pensi?

e se dico lo Scotch (non intendo il liquore, il mio fegato ha già il suo bel da fare per il nervoso)

hai mai sentito qualcuno dire. “passami il nastro adesivo”

o più spesso capita “passami lo scotch”

anche in cartolibreria chiedo lo scotch e mai il nastro adesivo.

un altro esempio fantastico sono gli energy drink.

magari ti chiederai anche cosa sono
e se ti dicessi Red Bull

ecco che subito ti viene in mente la lattina a scacchi argento blu con il toro rosso

la Red Bull ha creato la categoria energy drink e la possiede appieno

Red Bull ti mette le _ _ _

si la tua mente ha completato con Ali anche se non lo scritto.

lo ricordi e lo ricordi bene.

a proposito di memoria. sai una delle cose più fastidiose che possa capitare al tuo spot?

che la gente si ricordi in maniera perfetta lo spot  ma che non si ricordi per nulla che azienda/marchio pubblicizzava.

immagina la scena
“oh mario ma l’hai vista la pubblicità quella dove c’è quella macchina che diventa un trasformers”
“certo è veramente bella, sarebbe davvero figo avere una macchina che faccia cosi!”
“certo adesso vado a comprarla”
“ma come si chiamava?”
“bho non lo diceva mica nello spot”

una conversazione un pò strana ma questo è quello che succede

ti ricordi la pubblicità ma non cosa rappresentava

un ottimo risultato non c’è che dire
certo ora senti una vocina che ti dice
“va bene tutto ma intanto il mio slogan se lo ricordano, Tiè ”
lo slogan…
un altra brutta bestia che sarebbe meglio ammazzarla da piccola prima che cominci a fare danni.

siamo seri
le opzioni sono due

  1. possiedi completamente quella frase che ogni volta che viene pronunciata il tuo cliente viene folgorato immediatamente come se colpito dal fulmine lanciato da Zeus in persona (e ci vogliono milioni di bigliettoni verdi, tempo e non è detto che funzioni)

e anche se  riuscissi a raggiungere questo sognato risultato, per cosa poi?

certo saresti orgoglioso ma se sei qui ti interessa che lo spot funzioni = venda

red bull , mette le ali. ma quando voglio volare vado in aereoporto mica mi bevo una red bull

anche prima di buttarmi con il paracadute non bevo la Red Bull

arriviamo al punto

il problema della maggior parte degli slogan (e anche dei  pay off)
e che se cambi il marchio “funziona” uguale

si è sempre fatto cosi  infatti esiste una vera e propria “gara” a chi “ruba” la frase migliore (migliore in che poi non è dato sapere)

ok mi stai dicendo cosa NON si deve fare ma allora mi puoi dire cosa è giusto.

DIpende.

nel senso che dipende fortemente dall identità della tua azienda.

il marketing non è  una fuga di una notte di mezza estate che dimentichi il giorno dopo.
ma la parte fondante di azienda, un processo studiato a tavolino in base all’azienda e allo scopo

la differenza tra un evento e il processo.

quello che si osserva e che la maggior parte sono alla ricerca dell evento fortunato. del colpo di culo che faccia impennare le vendite con qualcosa di cretino e fantasioso che diventi virale

il Vero marketing è una Guerra con strategie pianificate
lo spot è solo Una delle armi che un direct Marketer ha  a disposizione.
potentissima ma deve essere studiata a tavolino e fatta sposare con una strategia di lungo periodo.

vuoi “la dritta”?

questo è il posto sbagliato e ti chiedo di andare in un altro blog. internet è pieno di dritte

vuoi conoscere i segreti e le strategie che creano le fondamenta del tuo impero ?

a presto

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